
La scena underground italiana ha alzato i bicchieri il 21 marzo al The Factory di San Martino Buon Albergo per festeggiare i 18 anni della veronese Vrec Music Label. Un traguardo importante, quello della maggiore età, celebrato con una serata che ha messo in mostra l’eclettismo e la qualità dell’etichetta, tra Rock, Prog, Metal e sperimentazione. Ad accoglierci all’entrata il titolare della label David Bonato in persona. Abbiamo apprezzato molto questo particolare: un gesto significativo, un segnale di coinvolgimento in prima linea, un voler metterci la faccia, forte di un progetto che nel tempo si è consolidato e diventato un riferimento in Italia.
La cornice della location è spettacolare, il palco impeccabile e il parterre che piano piano, senza ressa, si è riempito di pubblico e di una presenza massiccia di addetti stampa, a testimonianza dell’attenzione mediatica che l’evento ha prodotto. Tempo di fare il primo sorso di una birra appena spinata, che… si inizia!

Ad aprire la serata Strea, progetto che unisce melodie pop a strutture progressive, con una particolare attenzione alla scrittura raffinata. Il loro brano più rappresentativo, “Ophelia”, che vede la collaborazione di Colin Edwin dei Porcupine Tree, è stato eseguito per la prima volta full band, regalando un momento di pura magia sonora. Le atmosfere evocative e i passaggi dinamici hanno dimostrato perché il progetto dell’artista bresciana sta attirando sempre più attenzione. Un set di circa mezz’ora per Irene Ettori e soci ma più che sufficiente per fare intuire a tutta la sala la caratura dei musicisti e delle composizioni.

A seguire, i liguri Roommates, reduci da un live al Rock N’ Roll Club di Milano la sera precedente, hanno portato sul palco la loro energia rock con un piglio più diretto e deciso, meno barocco e più street, a testimonianza della variegata proposta delle band gravitanti attorno a Vrec. La band non si è risparmiata e nel loro set ha dato vita ad una performance che definiremmo “fisica” se mai potesse valere l’idea di tradurre in carne e ossa la musica.

Poi è arrivato il momento più atteso della serata: Alteria, in prima assoluta con il nuovo album “Nel fiore dei tuoi danni”. La band ha aperto senza fronzoli con “Voglio andare oltre”, primo singolo tratto dal disco. Un brano dalla carica impressionante che mescola groove stoner e che sembra cucito apposta al tipico graffio vocale della cantante. Alteria appare in splendida forma e condisce il suo live con momenti di condivisione tra un brano e l’altro con il pubblico, in cui l’emozione emerge e diventa magia.

Il set di snoda tra i brani del nuovo disco ma anche con riferimenti ai lavori precedenti come la monumentale “Peccato”. Impressionante l’impatto sonoro della band, impreziosita dalla presenza di Max Zanotti e Alessandro Ducoli degli Elephant Man, freschi a loro volta di pubblicazione di un nuovo singolo che farà senz’altro parlare di se. La nota speaker radiofonica ha lasciato il pubblico a bocca aperta per la sua carica. La band ha dimostrato una maturità compositiva e un sound potente, confermandosi uno dei nomi più interessanti della scena alternativa italiana.

A chiudere la serata gli Endless Harmony. La band veronese capitanata da Pamela Perez non si è certamente limitata a fare gli onori di casa: tutt’altro. Attraverso brani come “Demonized” “Cyborg” “To The Limit” e “Enrage” il quartetto ha letteralmente spazzato via qualsiasi dubbio, qualora ne fossero rimasti in piedi, sulla maturità del progetto. Una band pronta per un respiro internazionale che ci auguriamo possa essere tra gli obiettivi primari nell’avvenire.

Questo è stato il giusto finale di una serata che urla al mondo intero che il rock non è morto, e l’underground nemmeno per sogno. Sugli acuti della cantante italo domenicana ci possiamo leggere un incantesimo collettivo che riguarda la scena tutta: musicisti, etichetta, pubblico, critica.

Tra il pubblico, oltre ai fan più accaniti, si notavano volti noti della scena musicale indipendente, come tra gli altri Andrea Chimenti, Luca Ploia, Gianni Della Cioppa di Andromeda Relix, a testimonianza del rispetto che Vrec Music Label si è guadagnata in questi 18 anni.
La serata è stata la prova che l’Underground italiano non solo esiste, ma è pronto a fare il salto di qualità. Con band come Alteria ed Endless Harmony in stato di grazia, e progetti come Strea e Roommates a dimostrare la varietà dell’etichetta, il futuro di Vrec Music Label sembra più luminoso che mai. Un compleanno che non è stato solo una festa, ma una dichiarazione: la musica indipendente ha ancora tantissimo da dire. E noi non vediamo l’ora.
Articolo e foto di Daniela Martin