Un album prodotto interamente a Bologna “La faccia delle persone”, primo lavoro del cantautore Maurizio Costanzo, dall’1 settembre 2024 disponibile su etichetta Parametri Musicali in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Ci aggiriamo nei meandri di una tradizione cantautorale italiana che da moltissimi anni trova vigore e nuova vitalità nel capoluogo emiliano, città che ospita alcuni tra i più importanti nomi della canzone d’autore.
Questo primo lavoro discografico nasce da una stretta collaborazione con Roberto Costa, da 40 anni figura storica di riferimento nel mondo della musica pop italiana. Un incontro cercato e voluto dall’artista bolognese, che ha sempre apprezzato il lavoro svolto da Costa in studio di registrazione. Riconosco in lui un attento ricercatore di suoni e l’artefice di tessiture sonore cangianti, adatte a enfatizzare e cadenzare la narratività dei testi ha dichiarato il cantautore bolognese. Per lui prima di tutto vengono le parole, poi la musica che s’insinua pian piano tra immagini poetiche e narrazioni che insistono su episodi biografici. Il taccuino di appunti che si porta dietro è zeppo di appunti e versi sparsi (per me è molto importante avere dietro qualcosa su cui scrivere ciò che d’interessante mi passa per la testa). Li scrive in casa, li annota durante le lunghe passeggiate nel quartiere Navile, uno dei più giovani e dinamici della città di Bologna, dove vive da ormai 30 anni. Il salto dalla Calabria alla città felsinea sarebbe stato impossibile senza l’inserimento in un quartiere che ha l’aspetto di un piccolo paese.
Attraverso la sua voce Maurizio Costanzo interseca storie che sono una sintesi della sua vita: sentimenti, famiglia, incontri, esperienze di vita, malattia di Parkinson, giungendo a una riflessione sulle più eterogenee e complesse personalità che ognuno di noi si porta dentro. Accordi di pianoforte che fanno un insolito ménage con riff di chitarre elettriche, sonorità calde e malinconiche, testi dai toni confidenziali che snocciolano tematiche attuali, sono gli elementi che caratterizzano questo primo album.
“Tutto quello che rimane”, prima traccia del disco, si sofferma sulla volontà e capacità di comunicare e metterci in relazione con il mondo esterno, ma spesso poi viviamo in un equilibrio instabile e tutto quello che rimane da mostrare agli altri sono solo le nostre facce: “le persone stanche si abbandonano nel vento / una sola volta all’anno / una sola volta e intanto con orgoglio allungano il collo / per sentire il proprio nome pronunciato nel silenzio” canta accompagnato da una ritmica pulsante ed elettronica.
Brano dal forte sentimento autobiografico è invece “Mia madre ha il Parkinson”, in cui Costanzo testimonia la sua esperienza accanto a una persona costretta a vivere con una malattia degenerativa, evidenziando il punto di vista di un figlio che assiste al lento e costante annullamento delle capacità cognitive della madre. Sostenuto da un arpeggio di chitarra acustica, ci offre una melodia malinconica e parole piene di commozione: “sono il figlio di una bambola che ha sete e fame / e le dita aggrovigliate / e gli occhi che non hanno pace si muovono / per farsi capire”.
Tante le sfaccettature e i significati della scrittura di Costanzo, per certi versi realisticamente cruda e per altri immaginifica. Si va dal pathos di “Cercami”, scritta per celebrare gli amori persi, sì, quelli che si ostinano a vivere sui palcoscenici polverosi dei ricordi, alla tenerezza di “Mi perdo in un bicchiere”, fino alla seducente “Biancaneve”, in cui per celebrare la forza delle donne impegnate nella ricerca della positività nella vita, la sua voce si fa dolce sussurro prima e urlo esasperato poi.
Ben collocato in questa posizione “laterale” rispetto all’andamento del mercato discografico, sempre più incline a riconoscere solo le novità radiofoniche sanremesi, Costanzo mette sul piatto tutto il suo mondo. L’ascolto del discodisorienterà certamente chi si diverte nel tentativo di far rientrare gli artisti in un genere ben preciso. Frequentando la sua musica si naviga a vista tra le acque agitate del cantautore impegnato e le più giovanilistiche formule pop, sonorità acustiche demodé e suoni elettronici.
Articolo di Giacomo Santoro
Track list “La faccia delle persone”
- Tutto quello che rimane
- Cercami
- Mi perdo in un bicchiere
- Biancaneve
- Mia madre ha il Parkinson
- Come in una favola
- L’ultimo giorno
- Aspettando amore
Maurizio Costanzo online:
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